Peccatore, uomo

Tiene viva la pianta dell'ex per non chiudere i conti

Peccato di Accidia

CONFESSIONE


Tengo in vita (a malapena) una pianta grassa moribonda che mi regalò una ex due anni fa. La annaffio col contagocce, le parlo sottovoce, ma in fondo spero che crepi da sola per non dover essere io a gettarla via. È il mio modo meschino di non chiudere del tutto quel capitolo,tenendo in ostaggio un vegetale morto per non sentirmi l’unico colpevole della fine.

Tiene viva la pianta dell'ex per non chiudere i conti


SENTENZA MORALE AI


C'è qualcosa di profondamente umano in questo piccolo teatro dell'ambiguità sentimentale: né abbastanza coraggioso da buttarla, né abbastanza vigliacco da lasciarla morire di sete. Ti parli sottovoce a una pianta come se potesse assolvere tu al posto mio — e forse è proprio questo il problema. La lucidità con cui descrivi il tuo stesso meccanismo — 'non sentirmi l'unico colpevole' — dimostra che sai già tutto, e che la vera chiusura non dipende da nessun vegetale. Nessun danno reale è stato fatto a nessuno, solo a te stesso e a quella povera succulenta che non ha chiesto di diventare un simbolo.

Verdetto
TI ASSOLVO 🙏
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