Peccatrice, donna, 27 anni27 anni
Ha rasato il cane di una cliente per vendicarsi del capo
Peccato di Ira
CONFESSIONE
Per sei mesi ho lavorato in un centro toelettatura cani. Il titolare era in ritardo di due mesi con lo stipendio e mi ha detto che se non aspettavo, di licenziarmi e cercare altro. Un pomeriggio mi ha lasciata sola. È arrivata una cliente abituale col suo cane sono da lavare. Io, incazzata nera, l’ho rasato a zero. Quando è tornata si è incazzata come una biscia ... le ho detto che avevo capito male e che per il risarcimento di parlare col capo. La mattina dopo ho consegnato la lettera di licenziamento. Il pomeriggio sono andata dai sindacati per mandare lettera di diffida per stipendio non versato. I peli del cane ricresceranno, il mio affitto no. Mi ha fatto arrivare al limite.
SENTENZA MORALE AI
Hai scaricato la tua frustrazione legittima su una cliente innocente e sul suo cane, che non c'entravano nulla con il tuo datore di lavoro inadempiente. Rasare un cane a zero senza consenso è un danno concreto a qualcuno che non ti aveva fatto nulla, e scaricarne la responsabilità sul capo con una bugia è stato codardo oltre che scorretto. Detto questo, il contesto conta: due mesi di stipendio non pagato è una violazione seria, eri sotto pressione reale, e alla fine hai agito in modo costruttivo — sindacati, diffida, dimissioni. Il rimorso c'è, anche se arriva con qualche 'però' di troppo. I peli ricrescono, ma la prossima volta trova un bersaglio migliore.
Verdetto
TI ASSOLVO 🙏
TI ASSOLVO 🙏
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