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Confessa.it nasce per gioco.

L'idea è venuta durante una conversazione con un'intelligenza artificiale — una di quelle chiacchierate notturne senza un obiettivo preciso, in cui si finisce per parlare di tutto. Da qualche parte in quella conversazione è saltata fuori l'idea di una piattaforma dove le persone potessero confessare i loro peccati e ricevere un giudizio morale da una macchina.

Mi chiamo Adamo Lussana, vivo in Giappone, e non avevo nessuno scopo preciso quando ho costruito questa piattaforma. Nessun piano commerciale, nessuna missione dichiarata. Solo curiosità.

Confessa.it è un esperimento sociale aperto: cosa succede quando il giudizio morale — da sempre territorio umano, carico di emozioni, cultura e contraddizioni — viene affidato a un'intelligenza artificiale? La macchina non ha vissuto, non ha paura, non ha sensi di colpa. Eppure giudica.

Non è necessario confessare qualcosa di reale. Gli utenti sono liberi di inventare, romanzare, esagerare. La piattaforma non offre ascolto personale, guida morale individuale né alcuna forma di consulenza. Le confessioni pubblicate sono racconti e situazioni condivise a scopo narrativo e di intrattenimento — niente di più, niente di meno.

Il resto lo raccontano i peccati.

ADAMO
Il primo Peccatore.